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domenica, 11 settembre 2005
di fatto, migliaia di persone in varie parti del mondo fanno scrittura di ricerca: radicalmente fondata sul Novecento, e sulle avanguardie. il Novecento è/ha tradizione, e la trasmette. in codici che sono accolti. producono conoscenza. funzionano. tutto ciò - non è superfluo né banale rammentarlo - ridicolizza l'Ottocento e il postermetismo che brancolano a sciami in area italofona. il cuneiforme non ha parlanti, o scriventi. ci sono lingue estinte. la poesia visiva (per un primo esempio) è invece non solo vivissima come poesia, in riviste e siti e libri, ma genera e varia flussi di senso in ogni strumento elettronico che nasce, e in ogni luogo e logo o strumento della città postmoderna. mentre molto neolirismo ossia paleolirismo italiano non può parlare alla città [civitas] perché non ne vive linguisticamente e materialmente i fatti, la realtà. [da rileggere: l'opposizione tra "fatti" e "Verità", in Burroughs: in La febbre del ragno rosso]. non parlando alla città, i paleolirici non troverebbero ascolto, giustamente: non sarebbe accordata loro alcuna fiducia, non potrebbero pubblicare, in un qualsiasi paese civile. (infatti pubblicano in italia). la realtà delle strutture e deformazioni urbanistiche, lavorative, tecnologiche, personali e collettive, non entra nel linguaggio sovraccarico della Verità. (preformata, pre-parlata). la Verità ha agenti: mediatori tediatori, dilettanti professionisti a ogni angolo. comunicano. deviano lo sguardo dalla materia. congegnano e diffondono iterazioni di tratti 'stabilizzati' di storia (letteraria, artistica, musicale, sociale). per inciso, clonano da sette secoli lo stesso lessico. non cambia(no). sono vincenti e strutturano i campi entro cui i loro generati li storicizzeranno. al contrario, è altissima e non ha esito o riparo l'inermità politica e umana di chi non aggira l'enigma del testo, e gli è fedele. è il verbevoir di Emilio Villa. (ferito, riferito) durano gli anni di esilio, di separazione. poi anche una sconfitta o un non ascolto, così come il processo di ricaduta verso il nero, hanno parola: precisamente grazie al Novecento, alla ricerca. che in definitiva diventa (perché è) parola di tutti.
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