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mercoledì, 25 gennaio 2006

 

Desidero segnalare il sito della mostra P0ES1S. Digitale Poesie”, http://www.p0es1s.net/en/ausstellung.html, interessante, aggiornata rassegna sulla poesia digitale mondiale tenutasi al Kulturforum di Berlino nel 2004. Tra le opere migliori, il lavoro di Bill Seaman The World Generator / The Engine of Desire, integralmente consultabile su http://digitalmedia.risd.edu/billseaman/poeticTextsWorldGen.php. (Alessandro Broggi)

 



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martedì, 17 gennaio 2006

 

Marina Pizzi

L'acciuga della sera i fuochi della tara

[2005-2006]



25.
Languori di prossimo sasso
dovuta l’ogiva di chiusa
il cuore in strapiombo.
Sminato di te il tempo
borseggia se stesso
un accatto di sale.
Cresimando marino fu l’abbraccio
officiato da un fato di cialda
(di dacia mangiata dal ghiaccio)
la darsena sensata, l’addio.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
26.
Lo stato addio

ha lavato un bicchiere, è tanto
quasi un veliero di ragazzino
l’accatto di cavarsela, zelo di niente
rastremati albori sotto le rotaie.
un abuso il muro un uso vizzo
di superante giorno sozzo
quasi a dormirne in apice di stento
e controversia d’agonia e muschio.
a tavola un’eresia di stallo
non più l’attesa d’un convento sciente
(la minestrina marmorea, la resa stenta
l’attenta darsena nonostante melma)
né la latta sul velo del concluso.
giovane giovine il fausto della cornucopia
nudata da molte ventole di baci
toltole quando il pio si fa di stato addio.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
27.
In parapiglia di rami
in parapiglia di foglie
il sale al palato dove rovista
la stipula del verme, il certo
impigliarsi, certame in sì di stoppia.
Appiglio in contumacia talora pensarti
rito d’amore fatto ripostiglio
posto senza affanno nome in stato
di tanto santo.
Estirpato dal bulbo l’invio al cielo
impone impatto.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
28.
ha spalleggiato tutto il ristagno
con il vantaggio che fa restare
contumacia di presenza
qui più forte lontananza.
la schermata si chiude prima
di ringhiere demolite.
in fase di viaggio, già di bavaglio
l’incontro valente del piglio
partigiano del globo. La bocca riarsa
da Giano bifronte quasi tamburo
senza timone. Tegole di eclissi
il sì indifferente nello sguardo
sfa dopo il presente. A te le teche
di far filologia la filosofia
possibile l’invenzione
applicata la mensa bianca
alla mensa bianca del solo latte materno.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
29.
ingrassate di cattiverie le oche
oche del buono infante fallo di ieri
credulo errore del giusto. Questo agnello di sangue
inarcato dal canto sguaiato al pasquale
letargo a gomito contro la tempia, la tua.
non salverà nessuno la summa
di ciocchi velati consunti suadenti gridanti
preghiere: le furie di artista siano rese
al grembiule del macellaio cortese.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
30.
A giardino ci morse vederci
d’incanto la tara del corpo
con forme di sguardi, vedovi divieti.
Dovunque la vestale ci duri
tale la venia di un mancamento
emozione d’inarcamento
un arco non molto accademico.
ABC la retata bambina sappia verbo
[bocciato livello stipendiale]
nonostante la fame d’amoroso
tirare ad ave il sorriso di bacio in bacio
cerchio di robustezza.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
31.
Ti spaesi alle rotte con il salto
citazione di avvento in far di lapide,
poi sei diventato alligatore di prossime mosse.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
32.
La faccia riversa conca di sale
di soppiatto la mutezza del cerchio.
Vestali di stato le panchine
carni botaniche cave desuete.
Del sole urtato il lutto lucente
verbale di sassi sassi di tema.
L’affanno inchiuso sospenda la pena
d’affronto la frotta infantile.
Abolito e morto il gerundio da smungere.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
33.
Sotto il segno di percosse
la tasca del canguro
il marsupio della rondine
la cimasa del senso
il supino albore in pasto al gladio.
Arrangiamento di vento le persiane
da socchiudere
per il rotto del male per il panico del sale
intrudere l’amore nel comignolo.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
34.
I fuochi della tara
la chiosa in gola
la chiatta contro la diga:
tramontana di tramonto la stanza
salice di basto.

I fuochi della tara
il senso non ovvio
rendano miriadi
le tasche della darsena.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
35.
In una manciata di rantoli si estinse
all’officina amorosa, alla feritoia del senso.
Lo spiffero rapace dell’eco quasi
oltre i falò arroventò gli sterpi.
I fiati a mantici di cuccioli in spaventi
ritorni cari attendono legati.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
36.
L’acciuga della sera, i fuochi della tara
il calendario da sopportare
chiodo senza capocchia
così dolo apice di zucca
dispensa d’inciso zero
dopo gli autismi di parentesi di acciaio.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
37.
Lasciti di stracci erbe velenose
le scale a gomito eminenze grigie
genti di approdo per l’esecuzione.
Il forziere del salto torto all’immaginazione
poster riprodotto senza riguardo
morti ennesime note solo al genio
del liberato nome.
Alla presenza della memoria
senza l’esecuzione, senza
gite di proscenio al dazio.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
38.
Con la mascotte di sabbia la clessidra
del continente dove al mattino all’alba
i necessitati stati pressano le metro
i treni carrette dal domicilio alle rendite
le fami stazze di monumenti
nudo còmpito lo stato fatuo.
Il furto tutelare fu, è la pena ergastolana
la stola del verbo che chieda una dormita
per domare la strada dell’agguato.
Pegno del sale il costo la recidiva
cipolla languita su tutto giacché è
elefante di memoria il palmo
tachimetri di resine disperderci.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
39.
Sentieri di alambicchi
quando imprecando il sole
l’alba bandiva la divinità
del tanto tempo in posa.
Autunno il pellegrino della genesi
scortava già scadute le badanti
del caso della madre lattea
(tetra lavagna analfabeta)
o del vinello novello.
Pietrisco di scontento avere a bada
le scorticate lucertole innocenti
le tante bacche schiacciate dalle ruote.
Le caviglie gelate hanno i piedi staccati,
saltano nel fuoco le conventicole degli acini
i grappoli del coma di ogni popolo.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
40.
Avariati perfino gli steccati
il porto fino di trovarti al cuore
stantuffo della vera.
Ora la creta della cotenna
storpia la capanna la rende in panne
nerastra al barlume mente buia.
Iato da noi il dopo dello storico
bugiardo. Il portachiavi portafortuna
l’ho gettato alla fiera dell’ultimo
neonato: sarà il luogo a disperar
le chiavi.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
41.
In breve sotto panici d’indici
a sé conchiuse il fato l’erbavoglio
tra un’incudine di abbecedario
e un diletto a far di scienza il vino.
S’involga in cura l’acredine del miglio
ancora da coprire nel percorso
a piedi scalzi, da sotto le manciate
del riso in avaria, nei trascinatori di massi
che non sanno più la persistenza
dell’improvvisa fine.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
42.


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mercoledì, 11 gennaio 2006

 
Damiano Abeni

AUTISTA


35 ventana 36 pasillo VI/35 Sofanto Sofanto C.A.V.A. BERRETTA Trasporti I/39 III/40 YANG MING Turboliner VII/42 Luca ABS ENSAMA CRIK CROK V/49 MARR Grigolin III/53 BIAGI VIII/57 ITALIAZUCCHERI PICENO TIR GS Sa cosa voglio CORTESINI CORTESINI CORTESINI II/65 neve V/65 Pigliacelli movimenta il futuro I/69 VII/69 svincolo VI/74 CORRIERE ESPRESSO Andreucci Gallina II/78 UNIPOL Sicurezza Stradale koklanar partesa TOTAL IV/81 WATERFRONT Di Fonzo FamaPlast IX/83 IX/85 Autotrasporti LAURENZA VIII/90 VIII/92 Magnum Globetrotter XL Autotrasporti INDELICATO DASARA VII/97 TFI

RLB

IOE

TRR

OEI

NSC

                                  A

100 niente HYDRO via Meucci Ornago (MI) III/102 services REA 2000 Service SL Di Leo Biscotti G. Bernardini POLIZIA PENITENZIARIA Trasporti A. Coppola Non sfidare la sorte… acquista… 107 Trasporti Di Nino Pratola P. (AQ) Mangimi Magrini VII/110 II/111 VII/112 ACCORSI SCARPA ACCORSI TIEPPO MACCHINE PER BT CESAB RIVOIRA BERRETTA Trasporti Autotrasporti Renda Tommaso Piana degli Albanesi (PA) I/116 a/d CORE Materie Plastiche HONDA The Power of Dreams IX/123 P Contenitori di Plastica Maggiore Amico Blu DONADEI IMBALLAGGI I/129 TECNOKAR TestaniTrasporti Vos Logistics V/132 Area F.lli NOTATO VII/136 ACQUA di NEPI A tavola con gusto CONSERVA Pietro & figli Maggiore Amico Blu I/143 meb & car S.p.A. i.t.m. maurizio IX/145 ESSO Carlsberg Beer G. Bernardini VI/150 K LINE AUTOTRASPORTI RATTENNI EMIDIO & FIGLI TRASLOCHI FACCHINAGGIO DEPOSITI DISTRIBUZIONE Europa Custom Service Support IV/153 GA.DO. Erretiesse PIETRO O. ME. PES PEPPINO INT. TRANSPORTBD TINBERG Capital CargoTrans VIII/161 SALCEF apigas PosteItaliane Electrolux assistenza tecnica AMBULANZA UNITA’ MOBILE DI RIANIMAZIONE II/166 a R&F INVEST LINK Futuro Sant’Antonio Cavallo & C. VIII/170 AMBULANZA UNITA’ MOBILE DI RIANIMAZIONE MARCELLO ERGEMIRO OMEGA Pilzno International Transport & Spedition ARCESE MERCURIO Reginella d’Abruzzo IV/174 Decathlon Nice Lanzotti & Icone Megalò shopping alla grande Di Gaudio Matransport Noleggio Gru Unione Italiana Ciechi – Chieti





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domenica, 01 gennaio 2006

 
Marina Pizzi

L’acciuga della sera

[2005-


1.
Con petto di palude, sèrrati!
pennacchio d’alta uniforme per le risa.
Impara ancora e ancora la resistenza
il proverbio servile pure il bavaglio
da strappare. Pare costi un eremo
di avverbio il bio starsene anche
insistiti inesistenti, sottraendi addendi.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
2.
Sa di lasciare l’argine
l’acciuga della sera
l’ombra impropria delle cose
il fulcro dell’ombra.

Gioco l’ombra delle cose
con il pastrano in darsena di pioggia
nenia di iato perderti.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
3.
Ancora sotto il faro del cervello
vai a toccare origini di foto
streghe d’angeli angoli di gelo
dove le gerle prossime non sono
cornucopie o aureole di sale
per zuccherine vivissime pendenze.
A perno di cratere in eruzione
sai l’agorà del lutto a cielo aperto
le luminarie ossute nei falò
palesissimi patemi fin oltre.
Appena il cofanetto del libro
è stato disperso anche le pagine
gironzolino laterizi di chissà che.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
4.
A tono di contrasto ho stanato l’angelo
gerundio d’inferno qui fondo d’angolo.
La tappa odierna del giro vitale
ha consumato un coriandolo pasquale
qui sfacendo epigrafe un altro tassello
ceduo.
Il fornaio notturno smilzissimo mai affamato
albeggia dentro un letto senza amore
né unguento di seduzione il panorama
di almeno un solo un solo sguardo.
Dal taglio del basto è nato un altro schiavo
editto in far di grandine al veleno
sotto il dito indice del grado zero.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
5.
Nei mostri dell’infanzia il tuo bel viso
scaturiva le rendite del perdere.
Ingerito il malanno di restare
il fiocco nero del basto
ti lima il petto cinerino
lo rende appetibile nemmeno lo rovina
per una rovina da manuale imperiale
o da soccorso culturale.
Il punto al basto del cicaleccio
all’alba sbarca un martirio ancora.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
6.
Nel pugno la licenza di far luce
oltre la nuca che commuove tanto
nel senso dell’ultimo momento
sul far di fiocina.
Nel viale del quartiere romano del Trullo
in agosto comprai l’ultimo desiderio
di mio padre: uno specchio per farsi
far la barba da un amico di stadio.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
7.
Nel tempo che declina e sa di stoppie
anche la pietà è un far cattivo
voluto dal potere di poter comando
almeno sul momento.
A tutta spada si vedrà la ruota
oliata dai lacchè di ogni turno.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
8.
Mio ossario plurimo verdetto
l’asse della madre inesistente
stoviglia senza amore in resa adesso
adesso in resa, resa con me che
mi finisco in vita.
Strombazza l’arrotino ancora per la strada
resto di ieri senza risata sale la voce
dell’attimo suicida.
Accanto alla novena dell’eclisse
la verga dell’ufficio il ciondolo del dolo
di dover dovere.
E’ vero il corpo stecchito dal freddo
perfino arrochita la chioma della musa
saturnina al solare nella nebbia.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
9.
All’oasi dell’anno il tuo albore
quando finisti di sopportare tare
del raccontato stato.
La linea extraurbana ti barò appropriandosi
la tua adolescenza scesa furto a distanza
ti abbandonò al losco delle fungaie
di tutte le massaie. E poi il viso in smacco
si convertì acredine, dispendio
quale forse aureola azzima.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
10.
Le ultime infanzie
Le strade occluse
Nuove al lutto
Effervescenti il caro estinto agency.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
11.
Sotto la scala un appartamento
braccato da marette in far di rantolo
a causa di una vena di umidità
simile al ventre della madre.
Con il brevetto del coma se ne è andato
il milite bagnino che salvava
la gerla della luna da ogni crampo.
In pece già da nato, senza fortuna
il petto cavo delle tabule esalate.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
12.
Valichi il vano della porta
con il ritornello dell’ora
con le cene a libercolo
sempre più perfide
demolizioni a pugno d’ergastolo.
Il dizionario elettronico sempre inserito
ti dia il rito dell’ultima vedetta
alla faccia di ogni biblioteca
scaduta nell’ufficio.
In meno di un rigagnolo di millennio
il lato peggiore del cipresso
pazienza mansueta origine.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
13.
Ha un sudario che sembra un coriandolo
tanto è ridicolo di attesa
così tanto non c’è niente da fare
né da borseggiare ad altri.
Festivo nella smorfia, lugubre del certo
involucro a corto di sostanza all’eleganza.
E’ la grazia del passo senza sorveglianza
che oltre vada se finalmente
la filosofia della mente allo spicciolo
del mentire.
La foggia della fortuna all’arsenale
di esemplari mutili nel cigolio
della cenere sfacciata, colma di amanti.
°°°°°
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°°°°°
14.
Il corpo ha pena d’indici votivi
e mari e monti le promesse in scarto
quasi un abbraccio oltre il Circolo Polare.
Gli occhiali invece fin da bambini presi
pre-scrivono sconfitte in dosi d’ascia
scioglilingua per furbetti lari.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
15.
La rupe poliziesca del gran sangue
ha vinto e vincerà comunque questo
natale di trincea e senza senso
soldato in pompa magna per la visita
al figlioletto ancora appena nato
nel lutto che congeda il vassoio d’alba
le unghie della neve di velo in velo.
Mozzata la cometa stroncata l’elemosina
il viso in mano per guardarlo.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
16.
Altrove o sul vulcano
cali la fronte
campata-crepata sul natale
tutto a minarsi.
Spifferi d’insidie dritte del vuoto
i còmpiti ai ruscelli delle nascite
le traversie col tarlo
la polpa del boia.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
17.
Il corpo da cornacchia cittadina
un po’ simpatico, ma sgraziato,
da sopravvivenza, vena da zero
spaccata dallo zero.
Le fughe delle crisalidi ci sono ancora
è incredibile! e perfino le farfalle
con i colori a vanvera.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
18.
Oggetto application è tutto un programma
e può dar meraviglie e può commetter
qualcosa di qualunque cosa!
tranne la gita con il panino vuoto
di quando avevi 14 anni
e la grama aureola d’affitto.
25 dicembre 2005 fu ieri, eri
la breccia di cibarsi, cibarti con il suicidio
al fusto della neve.
invece smorto l’appena dopo
quando camuffa la caffettiera
un mattino in tino.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
19.
La stizza del mare

in un vestito di siepe
il taglio di origine
filettato andirivieni
cambusa di abusi.

La stizza del mare

andirivieni di zero
rovo il guanciale
il ciondolo amuleto
il dolo del dottor talismano

il tale in una mano.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
20.
In un angolo di piombi vide il prospero
potere di poter lo sperpero nel rostro
della darsena morta. Senno d’arsenico
il senso della mattissima voglia
assennata solo dall’educata
duttilità del vento. Avveduta maestra
questa ciotola d’occaso sorta all’eclisse
e stradale la segatura sulla pozza.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
21.
Il vento stantio, quasi vieto
stanzi per te un’enfasi di vuoto
una caramella di cortesia
una car di cortesia per il sia
dell’ucciso io. E sia vanesio
il seme del vento e sciroccato
più del palo spezzato della luce.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
22.
E’ nato il tuo soppiatto
quasi sfatto
sperso già da prima.
Le buste civettuole dei borghesi
le buste minatorie del lavoro
conficcano sterminio.
La trama a grandi passi del sudario
smentisca le cesoie del datario
faccia rivoluzionario l’ultimo lucore.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
23.
la bàlia del cipresso
ama le spalle chiuse
le servitù domate
gli scherzi di fantasmi
i salti con la corda.
da adesso nessun asilo
sarà frutto o inguine
finalmente senza libercoli
le costipate stanze delle aureole.
le prometti che non la rivedrai
e lei è senza reazione o io.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
24.
le ossa al calice del tetto
senza preghiera, tra poco il torto
del giorno a letto: la zolla apologo
di un logo senza zattera.
in terra vide il gomitolo del tema
il chiodo d’ascia la lavagna
elemento di lamento. In meno
di un dolo l’inferno verso
lo sterpigno nomade del corso.
°°°°°
°°°°°
°°°°°
25.


postato da ex. | 18:24 | commenti (1)






 

crescono le difficoltà di movimento dell'editoria di carta.   la complessità e i tempi di molte edizioni si fanno esasperanti.   sarà via via sempre meno insensato pensare a un estendersi di uscite di e-book.   e pubblicazioni in formato Pdf, o direttamente in Word.   pensandoci bene, anche il lavoro in rete, attraverso blog come Nazione Indiana o Absolute poetry, è pubblicazione.   e di ottimi materiali.   valga l'esempio di Massimo Sannelli, con i vari blog che gestisce (cito solo http://sequenze.splinder.com e http://microcritica.splinder.com), o ricordiamo alcuni testi di Marina Pizzi inseriti in rete: Sconforti di consorte (http://marinapizzisconfortidico.splinder.com/) e Sorprese del pane nero (http://marinapizzisorpresedelpanenero.blogspot.com/)



postato da ex. | 03:15 | commenti (2)