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domenica, 24 settembre 2006
Una nuova rivista: "Per una Critica futura" Ma si può fare critica anche diversamente. Si può fare, ad esempio, critica dei testi. (E tale critica non per forza deve assomigliare a quella critica che si usa definire “critica testuale”, di stampo strutturalista). La critica dei testi non prende impegni sul versante poetiche d’autore e correnti. Essa, con un andamento scettico, sdegna i grandi insiemi, per interrogare con ostinazione la particolarità di un testo. La priorità ai testi vuole essere ovviamente un principio metodologico, ma esso poggia su di una scommessa ardita: provare a formulare il valore d’uso della parola poetica. Non solo, dunque, mettere tra parentesi molte presupposizioni, lasciando che il testo riveli i suoi interni meccanismi di senso. Vorremmo anche che si dicesse, fin dove è possibile, come quel testo può parlare di noi e del mondo. O forse, detto in altri termini, vorremmo che si dicesse in che modo facciamo uso di un testo poetico. Entrambi questi obiettivi presuppongono un assunto: la poesia contemporanea, quella che noi stessi scriviamo o leggiamo o recensiamo, sappiamo troppo poco cos’è. La sua realtà è in gran parte fantasmatica, in quanto leggiamo spesso poco e male. Ci muoviamo attraverso pregiudizi, intuizioni, grandi approssimazioni. Sappiamo sciorinare di un autore parentele e appartenenze, ma frettolosamente ci siamo immersi nella lettura dei suoi testi.Partire dai testi significa anche, allora, interrogare le nostre forme di lettura, smettendo di considerare ovvia l’esistenza di questo genere letterario, la sua capacità di parlarci, la nostra possibilità di riconoscere in esso qualcosa che siamo. Di qui allora l’esortazione ad una sobrietà nell’uso del vocabolario, che eviti il più diffuso difetto del critico letterario, ossia il compiacimento del proprio linguaggio, spesso settoriale sino al gergalismo. Quando, invece, molti testi di poesia contemporanea dovrebbero richiedere la creazione di nuove categorie critiche, di nuovi strumenti concettuali, insomma più lavoro di pensiero e meno di stile. Recuperare il valore d’uso di un testo poetico, significa quindi cercare di sfuggire agli aspetti ottundenti del rito. Ritrovare una spregiudicatezza e un’intimità con il testo, che il critico universitario non può quasi mai permettersi. Vuol dire anche, scegliere la modestia dell’appunto, della glossa veloce, del frammento, che non per forza implicano un atteggiamento impressionista. Molti giovani studiosi universitari, ad esempio, incanalano il loro talento critico secondo le esigenze della produzione accademica. In sintesi, essi spendono le loro maggiori energie sui defunti o sui canonizzati. Ma spesso amano leggere poesia contemporanea, al di fuori di qualsiasi prudenza senile, di qualsiasi reticenza da ordinario di letteratura. E non trovano tempo per scrivere qualcosa di sufficientemente “solido”, “documentato”, “serio” sui poeti più giovani o su quelli meno noti. Anche per loro l’esortazione è quello di “scrivere comunque”, di partire dalla “lettura” anche di un solo testo, di rinunciare alle note a piè di pagina, ai riferimenti “dotti” ma superflui, ecc. Il loro contributo sarebbe estremamente prezioso. Così come lo è il nostro, di poeti-poeti, o di poeti-critici. Passare dall’entità fantasma “poesia contemporanea”, ectoplasma variopinto e sfuggente, all’approdo parziale, ma preciso, tangibile, a qualche testo.
Andrea Inglese
Cosa vuol dire, leggendo della poesia, fare poi della critica? Cosa vuol dire oggi, in un tempo in cui il testo come entità semiologica, tende ad avere diverso statuto, incalzato dall’oralità secondaria della telematica e dall’utilizzo di altri media, diversi dal libro, con relative implicazioni?
Paradossalmente l’esteriorizzazione a cui sembra richiamare il mutamento del paesaggio tecnologico, invita, può invitare, ad una concentrazione maggiore sull’atto di lettura (a monitor, su foglio appena uscito dalla stampante, su pagina densa di libro)... Così come nelle città del Nord, freddissime d’inverno, ha sapore e importanza particolare, ritrovarsi insieme al chiuso, magari a cantare, di certo a bere... Ma è condizione nuova ed è tutta da riconfigurare. Occorre, tra l’altro, indagare sul senso da dare, o da ritrovare, a quel termine concentrazione, che potrebbe rivelarsi, in profondità e sorprendentemente, come il suo contrario apparente: dispersione. Esiste insomma una dispersività che, invece di disperdere, raccolga, che raccolga proprio nel senso etimologico, nel senso eracliteo? Biagio Cepollaro
Un inedito di Amelia Rosselli e molti nuovi ebook
in Poesia Italiana Online Nella collana di inediti e ristampe di Poesia Italiana Online, a cura di Biagio Cepollaro, esce ora un folto gruppo di testi: - Amelia Rosselli, Lezione sulla metrica (inedito, 1988)
- Marzio Pieri, Biografia della poesia. Sul paesaggio mentale della poesia del Novecento (1979. Seconda edizione. Postfazione di Giuliano Mesa) - Biagio Cepollaro, Note per una Critica futura (inedito, 2006) - Carlo Dentali, Cronache (inedito, 2006) - Marina Pizzi, La giostra della lingua il suolo d'algebra (inedito, 2006) - Ennio Abate, Prof Samizdat (inedito, 2006) - Alessandro Raveggi, Vs (inedito, 2006) - Stefano Salvi, Il seguito degli affetti (inedito, 2006) - Massimo Sannelli, Undici madrigali (inedito, 2006) - Michele Zaffarano, Post-it (inedito, 2006) - F.Fusco, J.Galimberti, A.Inglese, F.Marotta, G.Mascitelli, G.Mesa e dai blog Nazione Indiana, Retroguardia e Liberinversi, Letture di "Lavoro da fare" di Biagio Cepollaro Il n.15 di "Poesia da fare"
È in rete il numero di ottobre [n.15, file pdf 360 Kb] di "Poesia da fare" - la rivista online curata da Biagio Cepollaro. Biagio Cepollaro, Editoriale Testi: Francesco Marotta, Hairesis Laura Pugno, Animal master Immagine: Franco Orlando, Alibi 2 info: http://slowforward.wordpress.com
mercoledì, 13 settembre 2006
NODO SOTTILE 5
NODO SOTTILE 5 COS'E' COME SI SVOLGE COME PARTECIPARE INFO: d.ciullini@comune.fi.it
lunedì, 11 settembre 2006
Il nuovo numero di word for / word (n.10, estate 2006) è in rete. Questi gli autori e artisti pubblicati: Bronwen Tate, Josely Vianna Baptista, Tyler Carter, Chris Tonelli, Gherardo Bortolotti, Clayton A. Couch, Eddie Watkins, Catherine Daly, Julie Doxsee, Randall Williams, Malcolm de Chazal, kari edwards, Terence Winch, Marco Giovenale, Derek Henderson, Theodore Worozbyt, Brian Howe, George Kalamaras, Elizabeth Marie Young, Sandra Huber, Lauren Levin, Jon Leon, Marthe Reed, Giuliano Mesa, Michael Robins, John M. Bennett and Michael Peters, Leonardo Guevara Navarro, Jared Schickling, Jim Leftwich and Jukka-Pekka Kervinen, Gautam Verma, Brian Seabolt, Michael Sikkema, Carol Stetser, Brian Strang, Derek White. Editor: Jonathan Minton.
giovedì, 07 settembre 2006
venerdì 8 e sabato 9 settembre 2006, Roma, Casa delle Letterature (in piazza dell’Orologio 3) a partire dalle ore 21:00 ALMOST WHITE installazione di Luca Guatelli e musiche di Federico Bruno e LETTURE DI POESIE venerdì 8 settembre, a partire dalle ore 22:00 e dalle ore 23:00 Marco Giovenale, Marco Mantello, Giulio Marzaioli, Alexandra Petrova, Sara Ventroni, Michele Zaffarano
sabato 9 settembre, a partire dalle ore 22:00 e dalle ore 23:00 Maria Grazia Calandrone, Sara Davidovics con Lorenzo Durante, Matteo Lefèvre, Adriano Padua, Jacopo Ricciardi, Lidia Riviello, Vanni Schiavoni
* Dal comunicato stampa: “La Casa delle Letterature, in collaborazione con lo Studio Stefania Miscetti, presenta un programma che offre al pubblico della Notte Bianca la scelta di un artista, un musicista e di voci poetiche tra le più interessanti della scena romana. Artisti e autori che nella loro ricerca e nel loro percorso legano codici e linguaggi diversi”. A cura di Maria Ida Gaeta. Casa delle Letterature * La mostra comprende due grandi opere bidimensionali ed un’installazione appositamente realizzate da Guatelli per gli spazi interni ed esterni della Casa delle Letterature. La musica e la voce di Federico Bruno saranno la regia sonora dell’installazione. Le letture di poesie avranno luogo in due tempi in ognuna delle due serate: venerdì 8 settembre dalle 22:00 alle 22:40 e dalle ore 23:00 alle ore 23:40 ; sabato 9 settembre dalle 22:00 alle 22:40 e dalle ore 23:00 alle ore 23:40. La mostra di Luca Guatelli proseguirà fino a venerdì 28 settembre 2006. Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9:30 - 18:30.
domenica, 03 settembre 2006
Il n. 14 di "Poesia da fare" Esce il n.14 [PDF, 224 kb] (settembre 2006) della rivista online "Poesia da fare", a cura di Biagio Cepollaro. Testi Letture Immagine
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